Cedendo alle insistenze di molti amici che hanno da sempre creduto al progetto-obbiettivo dell’Associazione, faccio seguito al comunicato inviato e diffuso dalla stampa dello scorso 25 marzo, nel quale si annunciava l’assemblea finalizzata allo scioglimento di questa Associazione.

Ho infatti deciso di non convocare almeno per il momento i soci, in attesa di chiarire chi è davvero interessato all’ottenimento di un titolo così prestigioso per Taranto, e di chi a questo fine comune intende collaborare.

Appare infatti evidente nome, cognome e indirizzo, per così dire, di chi questo progetto ha ostacolato sin dal suo nascere. Di chi ha fatto diversi tipi di resistenze. Di chi, a vario titolo ed in vari modi, ha disseminato il difficile percorso della nascita di un nuovo “istituto” che non ha precedenti nel nostro Paese, di trabocchetti ed ostacoli di vario genere.

Evidentemente costoro nella loro attività pubblica e personale, se non addirittura nell’osservanza delle regole scritte sugli statuti delle confraternite, hanno qualcosa che preferiscono non sia di pubblico dominio.

Ma non desidero entrare in contraddittorio con chi ostacola i buoni propositi degli altri, seminando discordie e sospetti.

Ciò che invece ora mi interessa è sapere chi è disponibile a lavorare al progetto e con quale tipo di contributo. Ovvero fare la conta di chi ritiene che il riconoscimento di  «Taranto città internazionale della Settimana Santa», è qualcosa che porti vantaggi all’intera comunità, e non solo a pochi eletti, come taluno ha voluto far credere.

Se i risultati degli incontri saranno positivi, sono certo che si potrà lavorare in comune e raggiungere un risultato.

Se invece si continuerà a tergiversare, come in parecchi hanno fatto per anni, ricordandosi dell’Associazione e del suo progetto soltanto negli ultimi giorni che portano alla settimana santa, resterà quanto precedentemente annunciato. Desidero però ribadire che il bilancio dell’Associazione può essere consultato da chiunque lo volesse, oltre che naturalmente come previsto dallo statuto, dai singoli soci. Anzi sarà mia cura, qualora «La Veste Rossa – Taranto» dovesse riprendere il suo cammino, pubblicare annualmente sul sito dell’associazione stessa il bilancio, affinché al solito cialtrone di turno non venga in mente di insinuare sciocche affermazioni

 

Gigi Montenegro

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